I piloti europei minacciano il blocco “Due ore di lavoro in più, voli insicuri”

by Editore | 18 Marzo 2011 7:38

ROMA – Quattordici ore con la luce del sole e 12 quando è buio. A volte per sette notti di fila. Per i piloti di linea europei si sta profilando un cambio epocale nei ritmi di lavoro che già  nelle prossime settimane potrebbe causare un clamoroso blocco dei cieli di tutto il Vecchio Continente. Lo scontro si gioca sul filo di tabelle e normative, di estenuanti trattative tra naviganti ed Easa (l’agenzia europea per la sicurezza aerea), durate mesi e fin qui naufragate. Il perché è presto spiegato: rispetto ad oggi il regolamento allo studio allunga l’arco di impegno mediamente di due ore al giorno. «Sono ritmi insostenibili», dicono i comandanti. Che portano esempi tragici: stress e riflessi piegati dalla stanchezza sono all’origine di un grave incidente aereo avvenuto nel 2009 a Buffalo, negli Stati Uniti, costato 50 vittime. Una tragedia che poteva essere evitata, come ha rivelato un’inchiesta, e che ha convinto l’autorità  Usa (la Faa) a rivedere le normative vigenti. Secondo l’Eca, la potente associazione europea che rappresenta 39mila piloti, si va incontro ad un «rischio crescente per la sicurezza dei voli». Parole pesanti che mettono in allerta milioni di passeggeri senza distinzioni di bandiere o confini. Se dovesse passare la logica delle 14 ore di impegno giornaliero e 12 notturne con limiti più “morbidi” di servizio nel corso del mese, «i rischi di incidente dovuti al “fattore umano” – aggiunge l’Eca – potrebbero crescere: dopo le 13 ore di lavoro la percentuale sale di 5 volte (+550%) rispetto agli standard di sicurezza attuali». «Se la proposta non cambia i cieli europei saranno meno protetti dai pericoli di affaticamento dei piloti», spiega a Repubblica Philip von Schà¶ppenthau, segretario generale dell’Eca, «e visto che negli Usa sono passate regole più stringenti, vorrà  dire che l’Europa sarà  più esposta ai rischi». La posizione dell’Eca è dunque «chiarissima – aggiunge von Schà¶ppenthau – noi non siamo disposti a trattare alcunché, perché sulla sicurezza non si fanno sconti. Se le istituzioni dell’Ue non prenderanno sul serio la questione, ponendo un freno alla lobby delle compagnie, ci faremo sentire – dice – senza escludere alcuna forma di protesta, anche la più eclatante». Il segretario dell’Eca allarga poi lo sguardo alle compagnie europee, dove fortunatamente «i contratti aziendali mantengono degli standard elevati di sicurezza rispetto allo stress da affaticamento dei piloti. Ma ci sono dei vettori che, al contrario, iniziano a guardare con favore ad un innalzamento dei tempi di lavoro». E il timore è proprio questo: che una volta incassato il via libera del Parlamento europeo, anche le compagnie con contratti più “blandi” possano essere tentati dall’applicare la nuova normativa, Nel mezzo di questa querelle si inseriscono le evidenze scientifiche, tutte dalla parte dei lavoratori. «La proposta Easa non tiene conto degli studi degli esperti che lei stessa ha chiamato per chiarire quali siano i limiti di impiego», sottolinea Andrea Boiardi, direttore tecnico dell’Ipa, l’associazione italiana dei piloti. Infatti, per medici e psicologi non si dovrebbero superare le 12 ore di impegno al giorno e le 10 di notte, con un controllo molto serrato sul numero di giorni consecutivi di servizio. E in Italia? L’Enac, l’ente per l’aviazione civile, due giorni fa ha incontrato una delegazione di piloti accogliendo buona parte dei dubbi sollevati. Ed entro domenica invierà  all’Easa il proprio parere sulla vicenda. Ma se il regolamento dovesse farsi largo nell’Ue questi potrebbero essere i nuovi ritmi di lavoro di un pilota europeo: i turni potranno iniziare alle 5:30 del mattino, con quattro decolli e altrettanti atterraggi. E il servizio terminerà  alle 18:15, dopo quasi 13 ore di lavoro.

Source URL: https://test.dirittiglobali.it/2011/03/i-piloti-europei-minacciano-il-blocco-qdue-ore-di-lavoro-in-piu-voli-insicuriq/