POMIGLIANO. Fiat accelera: via alle assunzioni nella «newco»

I lavoratori saranno licenziati e individualmente riassunti dalla newco Fabbrica Italia Pomigliano sulla base del contratto collettivo specifico di lavoro di primo livello, sottoscritto il 29 dicembre scorso dalla Fiat e dalle organizzazioni sindacali, ma non dalla Fiom. Per il 17 febbraio è stato fissato il primo incontro tecnico per valutare le procedure. Le assunzioni, fanno sapere da Mirafiori, avverranno senza periodo di prova e con il riconoscimento dell’anzianità  aziendale. Garantiti, tra l’altro, l’inserimento del superminimo individuale, aumenti periodici di anzianità  maturati fino al momento della firma, il «premio di fedeltà » per chi è in azienda da almeno 30 anni. A impiegati e quadri, i più forti sostenitori della linea Marchionne, con 10 anni di anzianità  al 31 dicembre 2008, sarà  garantita «la valorizzazione della spettanza ferie».
Alle ovazioni arrivate dai sindacati firmatari e dal ministro del Lavoro si contrappongono la Fiom e lo Slai Cobas. «Con le nuove assunzioni – ribatte Vittorio Granillo, del sindacato di base – ci saranno tantissimi lavoratori in cassa integrazione a zero ore. A Pomigliano già  oltre la metà  dello stabilimento è in pratica in cig a zero ore: gli addetti al modello Alfa 147, ormai dismesso». I Cobas annunciano il ricorso alle vie legali, una strada che intende seguire anche la Fiom, invitata all’incontro tecnico del 17 febbraio. «Forse ci saremo – spiega Andrea Amendola, segretario generale Fiom Napoli – ma è una procedura anomala. Non sono nuove assunzioni ma trasferimento d’azienda, quindi non vale il contratto siglato a dicembre ma quello collettivo nazionale di lavoro firmato da tutti i sindacati, noi inclusi, nel 2008. Valuteremo il da farsi con gli avvocati». I lavoratori del Vico resteranno in cassa integrazione fino a luglio poi, in base alla riconversione delle linee (che sforneranno un unico modello, la Panda), verranno progressivamente riassorbiti. La produzione effettiva delle auto, realisticamente, non ci sarà  prima del 2012.
«Probabilmente non saranno tutti riassunti – prosegue Amendola – i tempi si allungheranno in modo che l’azienda avrà  il modo di capire di quanto personale ha bisogno. Dicono che a regime immetteranno sul mercato 280mila vetture l’anno ma bisognerà  vedere che richiesta ci sarà . Con un prodotto come la Panda è difficile immaginare un rilancio. Al massimo si può tenere il livello attuale». Previsti 18 turni, ma all’inizio è possibile che si cominci con 15.
«Non mi sembra che i vertici si stiano impegnando per migliorare le condizioni di lavoro alla linea di montaggio, solo un adattamento al nuovo modello. Questo in un ambiente che già  prima rendeva difficile produrre, tra una ritmica di lavoro troppo veloce, poco personale in linea e, persino, un caldo infernale. La conflittualità  era già  alta a 10 turni», spiega Amendola da Cervia, dove ieri si è conclusa l’assemblea nazionale della Fiom. La sorte dello stabilimento campano era già  al centro della discussione prima della notizia delle assunzioni: «Se vogliamo riconquistare il contratto nazionale – argomentava il segretario generale Maurizio Landini – gli accordi di Mirafiori e Pomigliano devono saltare: so che è difficile, ma è una cosa che bisogna fare perché non è possibile entrare in quell’accordo dalla finestra».


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