‘Mubarak lascia stasera’. Vertice delle forze armate

IL CAIRO – Il primo ministro Ahmed Shafik ha affermato che il presidente Hosni Mubarak potrebbe dimettersi. Lo riferisce l’emittente tv al Arabiya. Secondo la Cnn Mubarak parlerà  oggi al Paese.

L’emittente tv satellitare ha annunciato che c’é una fuga di notizie stampa secondo cui il presidente Hosni Mubarak avrebbe lasciato il Paese per una destinazione imprecisata. Anche fonti giornalistiche egiziane informate hanno detto all’ANSA di aver saputo da fonti vicine all’esercito che il presidente Hosni Mubarak è partito dal Cairo.

Un alto ufficiale dell’esercito egiziano ha annunciato con il megafono alla piazza Tharir “buone notizie per stasera” e che le richieste dei manifestanti saranno soddisfatte. Intanto il Consiglio superiore delle forze armate egiziane è riunito per “esaminare la situazione”.

L’esercito egiziano ha annunciato in un comunicato di aver cominciato a prendere “le misure” necessarie “per proteggere la nazione” e per “appoggiare le richieste legittime del popolo”.

I manifestanti in piazza Tahrir, che oggi pomeriggio si è riempita totalmente, sono in fibrillazione e attendono notizie e annunci attraverso le radio portatili. Sopraggiunta l’ora della preghiera, la piazza si è zittita e migliaia di persone si sono inginocchiate per pregare.

PORTAVOCE DOWNING STREET, CAMBIAMENTO E’ URGENTE – Il cambiamento in Egitto è richiesto “urgentemente”. Lo ha detto un portavoce di Downing Street mentre si rincorrono le voci sulle imminenti dimissioni del presidente Hosni Mubarak. “Serve più cambiamento e serve urgentemente”, ha detto il portavoce di Downing Street ponendo l’accento sull'”urgentemente”. Il primo ministro David Cameron segue da vicino la situazione mentre l’ambasciatore britannico al Cairo tiene contatti con esponenti del governo e dell’opposizione.

MOSCA CONTRARIA A INGERENZE ESTERNE

– L’inviato del presidente russo per il Medio Oriente, Aleksandr Sultanov, ha ribadito ieri a Mubarak che Mosca e’ contraria a qualsiasi ingerenza esterna nella crisi politica in atto. ”Agire dall’esterno sul processo che si svolge all’interno di un Paese e’ controproducente, perche’ puo’ seminare scompiglio tra quanti partecipano agli avvenimenti”, ha spiegato il diplomatico, citato dall’agenzia Ria Novosti. ”Questa e’ la nostra posizione di principio e la faremo conoscere a tutti i nostri partner”, ha aggiunto.

RE SAUDITA A OBAMA, NON UMILIARE MUBARAK – Gli Usa “non umilino” Hosni Mubarak: cosi’ il re saudita Abdullah nella conversazione telefonica con il presidente americano Barack Obama, lo riferisce il Times di Londra. Nella conversazione, Abdullah poi sottolineato, scrive il quotidiano britannico, che Riad garantirebbe il proprio sostegno economico al Cairo nel caso Washington interrompesse il programma di aiuti al Paese. Lo scorso 28 gennaio la Casa Bianca ha annunciato che avrebbe rivisto il programma da 1,5 miliardi di dollari di aiuti, salvo poi precisare che allo stato attuale tale revisione non e’ all’ordine del giorno. Il ‘consiglio di amico (saudita) al presidente degli Stati Uniti’ sarebbe arrivato in una tesa telefonata il 29 gennaio. Abdullah avrebbe detto al capo della Casa Bianca di non forzare un rapido cambio di regime in Egitto mettendo in guardia che avrebbe aperto i forzieri del regno per sostenere il paese dei faraoni se Washington avesse interrotto il suo programma di aiuti al Cairo. ”Mubarak e Abdullah non sono solo alleati, sono buoni amici e il re non vuole vedere il suo amico umiliato”, ha detto una fonte nella capitale saudita al giornale di Rupert Murdoch. Due fonti hanno confermato al Times i particolari della telefonata fatta quattro giorni dopo l’inizio delle manifestazioni di piazza. Secondo il giornale la rivelazione getta luce sull’apparente paralisi dell’amministrazione di Washington e porta a galla le piu’ gravi tensioni diplomatiche tra Casa Bianca e Riad dai tempi della crisi del petrolio del 1973. L’Egitto riceve dagli Stati Uniti 1,5 miliardi di aiuti all’anno destinati per la maggior parte alle forze armate.

ARRESTATI 217 DETENUTI EVASI, MENA – Le forze di sicurezza egiziane hanno arrestato 217 detenuti evasi dalle carceri al Cairo e in varie zone del Paese nei giorni peggiori della rivolta cominciata il 25 gennaio. Lo riferisce l’agenzia ufficiale Mena, aggiungendo che oltre agli evasi, le forze di sicurezza sono riuscite a recuperare anche 206 armi trafugate. Ieri il vice presidente Omar Suleiman aveva affermato che tra le migliaia di detenuti evasi in quei giorni ci sono anche diversi militanti jihadisti facenti capo ad Al Qaida.


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