I fucili della naja restano a casa non passa il referendum contro le armi

Promossa dai partiti di sinistra, dai Verdi e da associazioni pacifiste, cattoliche e femminili, la consultazione popolare proponeva un registro nazionale delle armi da fuoco, norme più severe per il loro possesso e in particolare che i soldati di leva, durante gli anni nei quali vengono “richiamati” a esercitazioni periodiche, non potessero più custodire il fucile d’ordinanza a casa, come fanno ora, ma lo dovessero lasciare in caserma. Ha vinto invece il governo con i partiti di destra, che ieri esultavano in nome della «libertà  del cittadino» e della «responsabilità  individuale».


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