I cinesi comprano una società  di server no della Casa Bianca

NEW YORK – Quando nel maggio scorso la Huawei, gigante cinese delle telecomunicazioni e del networking, con 95mila dipendenti e 23 miliardi di dollari di fatturato, comprò una parte della start-up americana 3Leaf Systems nessuno sembrò farci caso. Anche perché l’importo era modesto, appena 2 milioni di dollari, e in sostanza le 3Leaf si occupava semplicemente di come aggregare il funzionamento di server. Ma adesso quella acquisizione è finita sul tavolo di Barack Obama e rischia di inasprire le relazioni tra Washington e Pechino. Dopo aver esaminato retroattivamente il caso, infatti, il Cfius (Committee on Foreign investments in the Unites States), l’organismo interministeriale che valuta gli investimenti stranieri sotto il profilo della sicurezza nazionale, ha chiesto alla Huawei una dismissione volontaria: in pratica di vendere la 3Leaf. Il motivo? Il colosso cinese, dicono alcuni senatori ed esperti, avrebbe legami troppo stretti con le forze armate di Pechino. Ma la Huawei, che ha sempre smentito collegamenti del genere, si rifiuta di accettare l’invito della commissione americana e si affida alla Casa Bianca. «Non possiamo permettere ulteriori danni al nostro marchio e alla nostra reputazione», hanno spiegato i dirigenti della Huawei, riferendosi indirettamente a un episodio del 2008 quando, per le stesse ragioni, la società  dovette rinunciare all’acquisizione della 3Com.


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