Bimbi rom morti, scritte shock sui muri

“Rom -4” e “Rom raus” e, come firma, le svastiche. Le scritte dell’odio sono apparse ieri mattina in via della Pisana, al civico 64, a una settimana dal rogo della baracca dell’accampamento di via Appia Nuova in cui sono morti quattro bambini nomadi tra i 4 e gli 11 anni. «Stavamo raccogliendo le firme per le dimissioni di Berlusconi e ho viste quelle scritte terrificanti, scioccanti, perché dimostrano l’incoscienza degli autori per quanto è accaduto. Vere scritte d’odio, che richiedono l’intervento di tutti per evitare ulteriori catastrofi» dice Raffaele Scamardì, capogruppo Pd al municipio XVI, tra i primi, assieme alla collega e compagna di partito Tiziana Capriotti a segnalare quanto apparso sulle colonne della scalinata che porta a vicolo del Fontanile Arenato e da qui alla scuola primaria e dell’infanzia Angelo Celli. Anche ieri i parenti di Raul, Fernando, Patrizia e Sebastian anche ieri sono tornati a pregare a Tor Fiscale, dove i loro piccoli hanno trovato la morte. Il padre, Erdei Mircea, ha commentato le scritte parlando di «gesto razzista che addolora tante persone, non solo noi. Nonostante ciò, ringrazio tutti, persone buone e cattive. Dio ci ha insegnato ad amare tutti e loro sono liberi di fare quello che vogliono». In tanti hanno comunque condannato le scritte dell’orrore. «È una cosa indegna – ha detto il sindaco Gianni Alemanno, annunciando di aver «mandato subito una squadra del decoro urbano a cancellare queste scritte. Speriamo che gli inquirenti individuino anche chi fa queste cose che sconcertano e indignano. à‰ veramente aberrante che nella nostra città  possano esistere delle persone, magari anche pochissime, come penso, ma che possono scrivere cose così orrende». Le scritte sono state poi cancellate dalle squadre del Campidoglio. Dura anche la reazione del presidente della Provincia Nicola Zingaretti che parla di «scritte senza anima» e, sulla svastica, aggiunge che «quel simbolo di triste memoria, responsabile di tante tragedie nel passato, non appartiene certamente alla cultura di Roma. Non sarà  il gesto isolato di pochi imbecilli a offuscare la memoria di quattro giovani bambini innocenti». Per il governatore Renata Polverini le scritte sono «un gesto vergognoso che merita solo indignazione e la più ferma condanna. Alla comunità  rom e alla famiglia dei quattro bimbi deceduti nel rogo di domenica va tutta la mia solidarietà . Sono gesti inqualificabili fatti da sconsiderati insensibili persino di fronte alla morte di quattro bimbi. Razzisti e violenti che tutti abbiamo il dovere di isolare senza abbassare la guardia». Fabio Bellini, presidente del municipio XVI, denuncia che «nella zona di Bravetta da almeno 10 anni appaiono periodicamente scritte d’odio, a sfondo xenofobo e antisemita». A circa un chilometro da vicolo del Fontanile Arenato, a maggio, sul muro di un ufficio postale, era apparsa la scritta “Anna non l’ha fatta Frank”. «L’orrore – dice Bellini – comincia dalle parole. Dalle cose dette e scritte. Tempi bui sono passati, ma minacciano di tornare. In questi giorni duri per la comunità  rom e per la città  di Roma ci era sembrato che ci fosse un sussulto di consapevolezza. Non è così evidentemente per tutti. I responsabili di queste scritte devono essere assicurati alla giustizia. Bravetta è diversa. Già  in queste ore mostra orrore per quel che legge per chi riesce a festeggiare per la morte di quattro bambini. Bravetta saprà  reagire».


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