L’inflazione rialza la testa prezzi su dagli Usa all’Europa

ROMA – L’inflazione, dormiente negli anni della crisi, si riaffaccia in Europa, Usa e Paesi emergenti, mettendo in allarme banche centrali e consumatori. Nella area della moneta unica a dicembre, i prezzi sono saliti del 2,2% in un anno, la punta massima da oltre due anni. Era infatti dall’ottobre 2008, quando il dato toccò il 3,2%, che non si vedeva una dinamica dei prezzi al consumo così in spinta verso l’alto. Il nostro Paese resta poco sotto la media, al 2,1%, mentre in Francia è al 2,0% e in Germania all’1,9%. Più alta, invece, la corsa dei prezzi in Portogallo (+2,4%) e soprattutto in Spagna dove sfiora il 3% (2,9%). In Irlanda, invece, prezzi in discesa (-0,8% a novembre).
Nel nostro Paese, nel corso dell’ultimo squarcio di 2010, l’inflazione si è messa in moto grazie ai rincari dei carburanti che ieri hanno sfondato, nel caso della verde, il muro di 1,5 euro al litro. Guardando ai dati Istat, invece, a dicembre, aumenti del 9,9% su base annua per la benzina e del 2,5% rispetto a novembre. Nel contempo il gasolio è cresciuto del 14,5% tendenziale e del 3% congiunturale. Ma è il gpl ad aver messo a segno un incremento percentuale da record: più 21,3% sul dicembre 2009 e più 6,5% rispetto a novembre 2010.
L’inflazione dell’Uem si riporta dunque sopra il tetto psicologico del 2%, un limite che la Banca Europea considera “coerente” con la stabilità  a medio termine dei prezzi. Per questo l’attenzione degli economisti e degli analisti, si concentra sulle prossime mosse della Bce: dopo l’allarme lanciato due giorni fa dal numero uno Jean-Claude Trichet, arriva quello del presidente della Bundesbank, Axel Weber che ieri ha parlato dello spettro di una inflazione in crescita, «con rischi a medio termine nei 17 paesi dell’area europea. Per questo il livello dei prezzi va monitorato molto da vicino». Weber resta in ogni caso ottimista sull’andamento dell’economia del Continente: «Lo scenario – dice – è molto migliorato, non solo in Germania ma in tutta l’area euro».
Ciò non toglie che ora i problemi si allarghino anche al di fuori dell’eurozona. Dalla parte opposta dell’Atlantico, il tasso d’inflazione Usa a dicembre ha segnato un rialzo mensile dello 0,5% contro la previsione di un +0,4%. Su base annua siamo all’1,5%. Anche l’India, infine, guarda con apprensione ai prezzi che il mese scorso sono cresciuti dell’8,4%, un punto percentuale in più rispetto a novembre.


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