Il problema sono i poveri o i ricchi?

Un libro importante, e non solo perché dà  conto dello stato degli studi sulla disuguaglianza tra gli economisti – finalmente in termini accessibili anche ai non addetti (…). Ma anche perché rimette l’eguaglianza al centro della scena del pensiero economico e politico, e spazza via un buon numero di fraintendimenti in proposito.
Il primo di questi fraintendimenti è nel clima un po’ compassionevole che spesso accompagna questi discorsi: spesso si parla del problema della povertà , non di quello della diseguaglianza. Lasciando intendere, dice efficacemente Franzini, che il problema sono i poveri, non i ricchi. Il secondo fraintendimento, o luogo comune, è nella strumentalità  del discorso sull’eguaglianza o sul suo opposto: per anni ci siamo dovuti sorbire il trade-off tra eguaglianza e crescita (ossia l’idea che la diseguaglianza, come caratteristica del sistema capitalistico, fa bene alla crescita, e di converso ogni politica egualitaria deve scontare un sacrificio in termini di crescita economica). Logica sbagliata, scrive Franzini confutando questi argomenti. Ma – aggiunge – non bisogna neanche cadere nel vizio retorico opposto, ossia quello di sostenere che l’eguaglianza fa bene alla crescita e all’economia (…). Che questo succeda è possibile (oppure no, dipende dalle condizioni e dal sistema). Ma sarebbe meglio – argomenta Franzini – affrontare di petto è la diseguaglianza in sé, ovvero: quanta e quale diseguaglianza siamo disposti ad accettare. (…) Affrontando la questione in tale modo, la prospettiva cambia parecchio e il discorso si fa più scomodo ma anche più interessante. Porta ad analizzare nel profondo le diseguaglianze reali della nostra società  – una delle più diseguali e immobili d’Europa -, le fratture tra generazioni, e tra tipologie di lavoratori. Porta a dire che nelle diseguaglianze italiane il merito (…) non c’entra niente (…). Porta gli economisti a uscire dal dogma della scienza esatta e avaloriale, per misurarsi con valori, realtà , concretezza della società  e delle istituzioni. Infine, dovrebbe portare la politica a scegliere ed esprimersi su questo. «Capacità  – scrive Franzini – che presuppone doti che si vorrebbero più abbondanti: competenza e indipendenza».
* la versione completa sarà  pubblicata su www.sbilanciamoci.info. Il libro di cui si parla è di Maurizio Franzini, «Ricchi e poveri», Egea – Università  Bocconi Editore, 2010, 15 euro.


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foto di seiuhealthcare775nw (immagini di foto di seiuhealthcare775nw)

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