Collocamento, domani il sì della Camera al ripristino della quota disabili

ROMA – Le previsioni della vigilia parlano di un’intesa oltre gli schieramenti che dovrebbe portare al ripristino della quota riservata ai lavoratori con disabilità : certamente, insieme a Pd e Idv, anche Udc e Lega nord voteranno il provvedimento che restituisce ai disabili la riserva del 7% dei posti di lavoro (legge 68/99) che era stata intaccata nei mesi scorsi dal provvedimento che aveva dato priorità  nell’assegnazione dei posti di lavoro a vedove e orfani di vittime di atti di terrorismo e della criminalità  organizzata. La discussione sul provvedimento che chiarisce il senso di quella recente modifica ha preso il via questo pomeriggio nell’aula della Camera: due le proposte di legge confluite nel testo unico, una presentata dal Pd, l’altra dalle Lega Nord.

“La norma – afferma in aula la deputata Pd Schirru – viene vissuta dalle persone con disabilità  come un attacco nei loro confronti, che si aggiunge ai numerosi altri problemi che li riguardano: la norma va dunque corretta perché mette a rischi migliaia di posti di lavoro”. “Con il voto – dice – ripristiniamo l’autenticità  della legge 68 e rispondiamo all’attesa di molte famiglie di persone disabili”. Contemporaneamente, la deputata Pd ha ricordato la necessità  di “prendere impegni per le vittime del terrorismo: chiedo a governo e parlamento di attivarsi per dare una risposta al problema”. La situazione venutasi a creare – le ha fatto eco la collega di partito Paola Pelino, relatrice del provvedimento – ha già  generato un forte disorientamento nei servizi per l’impiego a livello territoriale, molti dei quali hanno avanzato richieste di chiarimento al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, presso il quale è stato costituito un apposito tavolo tecnico che non ha tuttora potuto dirimere le questioni problematiche sul tappeto. Restano inoltre sospesi in molte sedi i bandi per il collocamento dedicati alle quote riservate”.

Sulla stessa linea d’onda prima Gaetano Porcino (Idv) e poi Teresio Delfino (Udc) che ha segnalato “una certa amarezza”, oltre che “disagio e rammarico”, per il mancato via libera da parte del governo all’approvazione direttamente in commissione, la scorsa settimana, del provvedimento. Per Delfino “l’intento di tutelare persone pesantemente colpite da eventi drammatici quali il terrorismo non può fondarsi sulla riduzione degli spazi per i disabili: c’è amarezza – dice – nel constatare come vengano messe in competizione queste esigenze con altre degne di tutela, fino ad una guerra dei poveri che non dovrebbe trovare spazio in un paese civile come l’Italia”. Con il si dell’Udc, arriva anche il via libera della Lega nord, che con Emanuela Munerato parla di “atto dovuto”, di “interpretazione autentica per chiarire il senso della legge”. Oltre a Pd, Udc, Idv e Lega, nessuna altra formazione politica è intervenuta in aula. Il governo, rappresentato dal sottosegretario per la difesa Guido Crosetto, si riserva di intervenire nel prosieguo della discussione. Nella seduta di domani è previsto il voto finale. La vicenda è seguita attentamente dal mondo della disabilità  che nei giorni aveva manifestato il proprio dissenso con una manifestazione davanti al Ministero per i rapporti con il parlamento. (ska)

 

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