Berlusconi: “I giudici una patologia Consulta ininfluente sul governo”

BERLINO – «Indifferente» alla decisione della Consulta sul legittimo impedimento. Gelido di fronte alla proposta di un patto per l’emergenza avanzata da Gianfranco Fini. Silvio Berlusconi attacca. A fianco della Cancelliera Angela Merkel – suo malgrado eletta a spettatrice abituale degli sfoghi del Cavaliere – accusa i giudici di eversione. Davanti ai media internazionali giura su figli e nipoti di essere innocente dalle accuse che gli muovono le procure italiane. Minaccia di inondare le televisioni con “l’operazione verità ” sulla giustizia, ovvero la sua versione dei fatti sui processi che lo riguardano. Alla padrona di casa – assicura al termine del vertice italo-tedesco – tutto questo l’ha già  spiegato. Ovvero che in Italia la magistratura è uscita dal perimetro della Costituzione.
A Berlino il premier viene accolto con gli onori militari ma anche da cartelli di protesta fuori dalla Cancelleria: “L’Europa non ha bisogno di un Berlusconistan”. Saluta la Merkel che lo attende davanti al palazzo con un «ciao» che raggiunge il picchetto dei soldati scelti della Bundeswehr. Suonano gli inni. Il premier azzarda qualche sorriso. Quindi il vertice (la Merkel impone tempi strettissimi e severamente contingentati) e la conferenza stampa. Nel giorno in cui Gianfranco Fini – intervistato da Repubblica – offre un “patto di salvezza nazionale”, a Berlusconi viene chiesto se anche da noi ci sia spazio per una Grosse Koalition alla tedesca. «No», è la risposta secca, «non credo che in Italia ci sia questa possibilità ». Una risposta implicita, una secca chiusura a Fini e Casini condita dall’immancabile attacco alla sinistra: «L’opposizione è senza idee e senza leader, non c’è nessuna persona da prendere sul serio con cui poter parlare».
Quindi Berlusconi sferra l’attacco alla magistratura, proprio alla vigilia della decisione della Consulta sul legittimo impedimento. Un provvedimento che «non ho voluto io, ma i gruppi parlamentari», assicura. E comunque la sentenza della Corte «non metterà  in pericolo la stabilità  del governo, sono totalmente indifferente al fatto che ci possa essere un fermo o meno dei processi». I processi appunto, che dice di considerare «ridicoli». Tanto che torna a giurare su figli e nipoti che i capi di imputazione che lo riguardano sono «inesistenti». Tutta colpa delle toghe che «hanno dato vita a una patologia», che «si sono trasformate in potere giudiziario esorbitando dall’alveo costituzionale». Ma niente paura, il premier, se lo scudo dai processi sarà  bocciato, lo racconterà  anche «in televisione agli italiani». La Cancelliera dà  qualche segno di insofferenza, sebbene gli attacchi alla magistratura firmati dal Cavaliere per lei non siano un inedito (nel 2009 a Bonn aveva dato vita ad una sfuriata di fronte alla platea del Ppe).
Le parole di Berlusconi piombano su Roma. Il Pd insorge. Sottolinea che di processi si parla in tribunale, non in tv o nei vertici internazionali (Orlando e Ferranti). Per Anna Finocchiaro il premier ha dato vita ad una «pericolosa ingerenza» delle prerogative della Consulta. L’Idv parla di «eversione» (Donadi). Le affermazioni di Berlino non piacciono nemmeno ai finiani: per Italo Bocchino Berlusconi è «un estremista di destra» sempre pronto ad attaccare giudici, giornali e omosessuali. Rispondono anche le toghe: «In questo clima le invettive verso gli organi istituzionali non servono, ci vuole pacatezza», afferma Piergiorgio Morosini, segretario di Magistratura democratica. Il premier «non può sottrarsi alle regole che valgono per tutti i cittadini, se è innocente lo accertano i giudici», aggiunge Antonietta Fiorillo, leader della più moderata Magistratura Indipendente.


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