Sangue, 433 italiani contagiati risarciti dalle multinazionali

Case farmaceutiche. La causa era stata avviata nel 2003 contro Bayer, Baxter, Aventis-Behring e Alpha, produttrici e distributrici di farmaci per il trattamento dell’emofilia. C’e’ un nesso diretto, secondo quanto viene contestato dai ricorrenti alle quattro multinazionali, fra i prodotti e la trasmissione dell’Hcv e dell’Hiv, virus che possono causare l’epatite C e l’Aids. Le parti lese sono parecchie migliaia e risiedono in diverse parti del mondo. Per l’Italia e’ sceso in campo lo studio legale torinese Ambrosio & Commodo impegnando gli avvocati Renato Ambrosio, Stefano Commodo, Stefano Bertone e Marco Bona, che hanno raccolto i singoli casi denunciati nel territorio nazionale. I farmaci in contestazione sono stati venduti tra il 1978 e il 1985. Secondo l’accusa, nella loro produzione sono state seguite modalita’ assolutamente inadeguate: il sangue necessario per la loro preparazione veniva raccolto da donatori detenuti nelle carceri, reperito in paesi del terzo mondo o persino acquistato – sempre secondo quanto denunciato – in una sorta di mercato di sacche di plasma che si svolgeva al confine fra Messico e Texas.


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