“Fondi neri: così Marina Grossi pagava Enav”

ROMA – «Ne discutemmo personalmente. Marina Grossi, amministratore delegato della Selex Sistemi integrati, società  controllata di Finmeccanica, sapeva che per lavorare in Enav occorreva pagare tangenti. È un sistema che ha ereditato e che ha continuato a realizzare». In tre verbali di interrogatorio in buona parte ancora “omissati” (14 ottobre, 1 e 9 dicembre scorsi), Lorenzo Cola, «consulente globale della holding», per dirla con le sue parole, detenuto a Regina Coeli dall’8 luglio e indagato per riciclaggio, frode fiscale e corruzione aggravata, consegna al procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e ai sostituti Paolo Ielo e Giovanni Bombardieri i segreti del “Sistema Finmeccanica-Selex”. Ne mette a nudo l’origine e la natura corruttiva. Descrive, indicandone i meccanismi, l’architettura delle «provviste nere» («fondi extracontabili», li definisce con un eufemismo) e il loro impiego, nonché «l’obbligo di retrocessione occulta di denaro contante» che Selex (e prima di lei Alenia) imponeva, se volevano stare sulla giostra, alle società  cui subappaltava i lavori ottenuti da Enav. Dalle infrastrutture aeroportuali alla tecnologia informatica.
Le parole di Cola segnano la Caporetto di Marina Grossi e del marito Pier Francesco Guarguaglini, presidente e ad di Finmeccanica. Annunciano un futuro giudiziario fosco (la Grossi è già  indagata nell’inchiesta Enav per corruzione). Mettono a nudo la metodica operazione di “spin” con cui Finmeccanica ha cercato sin qui di negare anche l’evidenza. A cominciare dal vero lavoro di Cola, dai suoi rapporti con Guarguaglini e la Selex. «Sono un consulente globale di Finmeccanica dal 2005 – racconta Cola – Mi ritrovo a collaborare continuamente con Pierfrancesco Guarguaglini, Lorenzo Borgogni, Giorgio Zappa. Non ho specifici settori di intervento. Sono un consulente che si occupa a richiesta». E «a richiesta», appunto, sorveglia, consiglia e indirizza anche il business degli appalti che Enav stabilmente affida a Selex. È un business corrotto. Dalla testa ai piedi. Selex paga Enav per ricevere appalti. E le società  cui Selex subappalta le “retrocedono” in nero una parte del fatturato attraverso sovrafatturazioni. «Il Sistema – spiega Cola – ha origine almeno dal periodo di Paolo Prudente (quando cioè Selex si chiamava Alenia, di cui Prudente era direttore generale ndr). È continuato successivamente e certamente l’ingegnere Marina Grossi ne era al corrente. Lo dico perché la Grossi ne parlava con Manlio Fiore (direttore responsabile di Selex ndr) e con l’avvocato Letizia Colucci (condirettore generale di Selex ndr). E costoro me lo riferivano, soprattutto quando c’erano problemi. La Grossi sapeva anche che con le disponibilità  extracontabili venivano pagati i vertici di Enav per l’assegnazione dei lavori alla Selex». Della necessità  di corrompere, a dire il vero, Cola discute di persona anche con la Grossi, che, per altro, si lamenta dell’esosità  delle richieste. «Con lei si parlava del fatto che per lavorare in Enav occorreva pagare tangenti. È un sistema che lei ha ereditato e che ha continuato a realizzare. Con me, in particolare, la Grossi ne ha parlato in un’occasione specifica, dicendomi: “Con questi di Enav è molto difficile lavorare. Ogni cosa bisogna pagare”. Io risposi: “Occorre fare come faceva Prudente”. Per altro, negli ultimi tre anni, la Grossi non poteva davvero lamentarsi, perché ha ricevuto un sacco di lavori». Già , il Sistema, in fondo, era semplice. E con semplicità  Cola, che per altro del “nero” si ritagliava una fetta, lo descrive: «Il denaro per il pagamento delle tangenti derivava dai singoli contratti. Quando si costruiva il contratto (di Enav ndr) con Selex, normalmente il riferimento era Manlio Fiore. Si calcolavano le spese e, tra esse, il valore delle tangenti e delle somme che mi erano dovute. E si aumentava il valore del contratto. Da tali sovrafatturazioni, si traeva il denaro per il pagamento delle tangenti. Non mi occupavo delle tecnicalità . Mi limitavo a percepire quanto a me destinato, su conti a me riferibili».
In Enav, a dire di Cola, le tangenti Selex le intascano l’amministratore delegato Guido Pugliesi e il consigliere di amministrazione Ilario Floresta, già  parlamentare di Forza Italia e sottosegretario al Bilancio nel Berlusconi I. I quali, per altro, sollecitano pagamenti anche dalle società  che subappaltano da Selex le opere commissionate da Enav. Società  che lo stesso Cola impone (la “Arctrade” di Marco Iannilli e la “Print System” di Tommaso Di Lernia, nonché «una decina di società  riferibili a Lorenzo Borgogni»). «Iannilli – ricorda infatti Cola – mi disse che lui e Di Lernia, dopo aver ricevuto i subappalti da Selex, avevano pagato somme di denaro a Pugliesi e Floresta. Anche a me corrispondevano un compenso per averli introdotti a Selex».
Le accuse di Cola trovano una conferma nei due ultimi verbali di interrogatorio di Marco Iannilli (da ieri libero, dopo che i pm hanno chiesto al gip la revoca dei domiciliari). Il 21 ottobre e il 10 novembre, lo spicciafaccende del “consulente globale” «dichiara – annotano i pm – di avere erogato utilità  a Ilario Floresta e Fabrizio Testa, già  consigliere di amministrazione Enav ed ex presidente di Technosky». E conferma il meccanismo delle sovrafatturazioni: «Alla fine del 2009, per i lavori all’aeroporto di Palermo, Selex emise nei confronti di Enav fatture per circa 10 milioni di euro per lavori non eseguiti». La ragione? «Enav aveva necessità  di implementare i costi e Selex di fare fatturato». Naturalmente, «anche qui sono intervenuti i consueti rapporti di pagamento tra Di Lernia e Pugliesi».


Related Articles

Dostoevskij a Motta Visconti

Se è inverosimile che dei rapinatori sgozzino, oltre a una giovane madre e alla figlioletta di cinque anni, il piccolo di venti mesi, è verosimile che lo faccia il loro uomo, marito e padre

Ospedali e igiene, la maglia nera al Sud

Conclusi i controlli dei Nas: in Calabria e Sicilia le maggiori violazioni (La Repubblica, VENERDÌ, 12 GENNAIO 2007, Pagina 20

“Pedofili e mafiosi, meglio che si suicidino”

Il leghista Buonanno plaude alla morte di un detenuto: è bufera

Il Pd: Maroni prenda le distanze Il Carroccio propone di tagliare le pensioni ai boss

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment