Mirafiori, più di metà  operai contro il piano Marchionne

TORINO – Quando lo speaker dal camioncino annuncia che «la raccolta di firme sotto la petizione è arrivata a 2.780», scatta un applauso tra i 500 presenti di fronte all’ingresso principale di Mirafiori. Edi, operaio della Carrozzeria, voleva fare un serpentone lungo cento metri mettendo in fila i fogli della petizione che chiede a Marchionne di non ripetere il modello di Pomigliano. Ma alle 10 del mattino, con una temperatura di sei gradi sotto zero, non è il caso di lasciarsi prendere dalla fantasia. E’ un fatto che 2.780 firme sono più della metà  dei 5.500 addetti della Carrozzeria. E che dunque «se quelle firme sono vere», come ha detto nei giorni scorsi Marchionne, oggi un eventuale referendum sull’intesa proposta dalla Fiat rischierebbe di veder sconfitta la linea dell’ad. Ma la partita è ancora lunga e tutto può succedere. Ieri comunque non si è svolta la manifestazione a favore dell’amministratore delegato che all’inizio della settimana un gruppo di lavoratori aveva provato a organizzare davanti al Lingotto: «Noi siamo scesi in campo, loro sono rimasti negli spogliatoi», ha commentato il responsabile nazionale auto della Fiom, Giorgio Airaudo.
L’attesa è tutta per quel che dirà  martedì sera Marchionne ai top manager riuniti al Lingotto per gli auguri di fine anno. Il silenzio dell’ad in questi giorni fa pensare a molti che il numero due della Fiat annunci il ritiro dell’investimento previsto su Mirafiori. A differenza di Pomigliano infatti, dove aveva contro solo la Fiom, in questa vicenda deve far fronte anche ai dubbi di Cisl e Uil e alle perplessità  di una parte consistente di Confindustria. Così un invito alla moderazione è venuto ieri da Raffaele Bonanni, non certo tenero nei confronti dei metalmeccanici della Cgil: «Noi vogliamo gli investimenti – ha ripetuto Bonanni – e lo abbiamo dimostrato a Pomigliano. Ma Marchionne deve capire che ci vuole più equilibrio e un clima sereno. Perché c’è lui ma ci sono anche i sindacati e Confindustria». Domani, in Federmeccanica, il primo appuntamento di una settimana importante: Fim, Uilm e Ugl si riuniranno con gli imprenditori per discutere su un nuovo contratto dell’auto. Poi, dopodomani a Torino, Marchionne incontrerà  nuovamente la presidente degli industriali, Emma Marcegaglia.


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