Crollo degli arrivi via mare nel Mediterraneo (-72,5%). L’Unhcr: “Assicurate l’accesso all’asilo”

ROMA – L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) chiede agli Stati membri dell’Unione Europea e a Frontex (l’Agenzia europea per le frontiere esterne) di assicurare che l’asilo in Europa non venga minacciato dalla tendenza ad applicare politiche di frontiera più restrittive. “Nello sforzo di arginare l’immigrazione irregolare – afferma l’Unhcr -, l’Europa non deve dimenticare che tra coloro che cercano di entrare nell’Unione ci sono anche persone che hanno bisogno di protezione internazionale e le cui vite sono in pericolo. L’Europa è una destinazione sia per i migranti che per i richiedenti asilo. Queste due categorie di persone hanno scopi e necessità  differenti. I migranti sono alla ricerca di un’occupazione o di altre opportunità  economiche, mentre i rifugiati sono persone in fuga dalla persecuzione e dalla violenza (non possono fare ritorno a casa finché la situazione nel loro paese non cambia)”.

Per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, la prova di quanto sia diventato difficile trovare protezione in Europa risulta evidente analizzando i dati sugli arrivi via mare nel
Mediterraneo centrale. “L’Italia, la Grecia, Cipro e Malta hanno visto ridursi nettamente gli arrivi via mare negli ultimi due anni – precisa l’Unhcr – ed è certamente una conseguenza dei più rigidi controlli di frontiera, dei pattugliamenti congiunti e dei respingimenti in mare”.
L’Unhcr stima che circa 8.800 persone siano arrivate via mare in questi paesi nei primi 10 mesi di quest’anno, contro le 32 mila dello stesso periodo del 2009 (una diminuzione del 72,5%). Quasi i due terzi degli arrivi via mare del 2010 si sono verificati in Grecia, un terzo in Italia e i restanti a Malta e Cipro.
Continua l’Unhcr: “Questo brusco calo non risolve il problema, ma semplicemente lo trasferisce altrove. Ciò è evidente considerando invece l’aumento repentino degli arrivi via terra nella regione greca di Evros. Ad Evros si sono registrati 38.992 arrivi nei primi 10 mesi di quest’anno, contro i 7.574 dello stesso periodo del 2009 (un incremento percentuale del 415%)”.

L’Unhcr ha costantemente espresso le sue preoccupazioni sulla situazione umanitaria dei nuovi arrivati in Grecia e ha chiesto che l’Unione Europea aiuti questo paese affinché il suo sistema di asilo raggiunga gli standard adeguati. “Un richiedente asilo che arriva in Grecia ha oggi scarse possibilità  che la sua richiesta per ottenere lo status di rifugiato venga adeguatamente vagliata. Molte delle persone che arrivano in Grecia vengono detenute in condizioni estremamente difficili, e tra di loro ci sono anche minori non accompagnati e altre persone vulnerabili. La maggior parte di loro no ha accesso all’assistenza legale né ad un servizio di interpretariato”.

In tutto il mondo i fattori che costringono le persone a diventare rifugiate non sono in diminuzione. Nell’ambito dell’annuale “High Commissioner’s Dialogue” a Ginevra, l’Alto Commissario Antà³nio
Guterres ha lanciato questa settimana un nuovo appello per giungere ad accordi su una migliore suddivisione degli oneri con i paesi più poveri che ospitano i quattro quinti dei rifugiati nel mondo.
L’Unhcr riconosce la necessità  della gestione delle frontiere, ma questo non può prescindere dalla protezione dei rifugiati. “Le politiche di controllo dei confini che bloccano indiscriminatamente gli arrivi non fanno che spingere i richiedenti asilo a percorrere vie ancora più rischiose e disperate per cercare salvezza. Questa è la ragione per la quale oggi sempre più richiedenti asilo si trovano nelle mani dei trafficanti”.

 

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