Crisi di vendite Fiat in Europa, giù la quota

TORINO – Il mercato europeo cala del 6,5 per cento a novembre, le vendite Fiat crollano del 23,7. Un nuovo tonfo che si spiega certamente con la fine degli incentivi ma anche con la mancanza di nuovi modelli che in questo periodo riescano a colpire la curiosità  dei clienti. A sostegno di questa interpretazione sta, ad esempio, il successo del marchio Alfa, in controtendenza rispetto al gruppo di Torino, grazie alle vendite della nuova Giulietta. Alle difficoltà  del gruppo Fiat fanno infatti da contraltare la tenuta della Volskwagen che cala meno del mercato (scende del 5,2 per cento) e il successo della Bmw che, sia pure su numeri relativamente contenuti, incrementa le vendite del 18 per cento proponendo al mercato auto costose in un periodo di crisi economica.
Per Sergio Marchionne il giro di boa è fissato a metà  del prossimo anno quando si potranno vedere gli effetti dello spin off dell’auto e si cominceranno ad apprezzare le conseguenze industriali della fusione con Chrysler. I primi modelli comuni sono attesi al salone di Ginevra. Rispondendo a una sollecitazione della Consob, ieri il Lingotto ha aggiornato il documento sulla scissione (la nuova versione è sul sito del gruppo) e ha reso noti i nomi dei nuovi consiglieri di amministrazione di Fiat Industrial, la costola che nascerà  il 3 gennaio da Fiat group. Industrial raggrupperà  tutte le attività  non auto del gruppo. Sarà  presieduta da Marchionne e avrà  in consiglio, oltre a John Elkann, Alberto Bombassei, Gianni Coda, Tomaso Padoa Schioppa, Giovanni Perissinotto, Robert Liberatore, Libero Milone e John Zao, vicepresidente di Lenovo. L’ingresso del manager cinese vuole sottolineare la vocazione internazionale della nuova società  e la sua attenzione verso i mercati asiatici. La presenza di personaggi di peso, come Bombassei e Padoa Schioppa, è invece una garanzia di stabilità , quasi a smentire le voci su un possibile spezzatino di Industrial dopo la quotazione di gennaio.
Bombassei e Marchionne potrebbero incontrarsi presto se si da credito ai rumors che ieri annunciavano un nuovo rendez vous, martedì a Torino, tra i vertici di Confindustria e l’ad del Lingotto. Al centro della riunione le forti perplessità  emerse ieri al direttivo di viale dell’Astronomia. Non piace agli industriali italiani la scelta di Marchionne di tentare di escludere la Fiom dalla rappresentanza nelle newco di Mirafiori e Pomigliano. Una linea che metterebbe in difficoltà  non poche aziende metalmeccaniche italiane dove i metalmeccanici della Cgil sono il primo sindacato o addirittura l’unico.


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