Reggio, minacce a Pignatone un bazooka vicino alla Procura

REGGIO CALABRIA – Lo hanno lasciato a 150 metri dalla finestra del Procuratore. Come a dire che sono in grado di colpire in qualsiasi momento. Da una parte dello stradone del Calopinace, sullo sterrato accanto all’asfalto, un bazooka M80 da 64 millimetri. Di fronte, al sesto piano del Centro direzionale, le finestre di Giuseppe Pignatone e dei suoi sostituti. La ‘ndrangheta è tornata a farsi sentire. Dopo le bombe dei mesi scorsi, le minacce, i proiettili, ha nuovamente alzato il tiro. Mettendo nel mirino i vertici della magistratura inquirente. Ed è anche per questo che si fa largo l’ipotesi d’invio dell’esercito a Reggio per far fronte alla criminalità  organizzata. Una proposta che sarà  valutata oggi, nel corso di una riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
L’allarme ieri notte, poco prima dell’una. Quando una telefonata anonima al 113 della polizia annunciava: «Andate allo svincolo di San Giorgio extra, sul Calopinace. Troverete una sorpresa per Pignatone». Di lato, poggiata sullo sterrato vicino ad un vecchio materasso, l’arma da guerra. Un anticarro di fabbricazione jugoslava, monouso. Del tipo che può essere esploso soltanto una volta, già  scarico. Ma non per questo meno efficace sul piano simbolico. La ‘ndrangheta ha voluto dimostrare di essere in grado di colpire e di avere le armi necessarie per farlo. Bazooka. Già  utilizzati in Calabria e in particolare a Reggio, negli anni della guerra di mafia. Gli uomini delle squadra mobile guidati da Renato Cortese hanno affidato l’M80 agli esperti della scientifica. Individuata e sequestrata anche la cabina telefonica utilizzata per fare la segnalazione, che si trova in via Cardinale Portanova, dall’altra parte della città . Gli investigatori stanno analizzando ogni elemento che potrebbe essere utile all’indagine. Nelle vicinanze della strada dove è stato trovato il bazooka ci sono anche delle telecamere di sorveglianza. Una di esse è stata trovata rotta, non è chiaro se lo fosse già  da qualche giorno o se l’hanno manomessa le stesse persone che hanno abbandonato l’arma. Ci sono poi altre videocamere di sicurezza: sono distanti, ma nulla si lascia intentato. All’alba di ieri polizia, carabinieri e guardie di finanza hanno effettuato 250 perquisizioni in tutta la provincia. Un’operazione che era stata programmata da qualche giorno e che ha impegnato 700 uomini, alla ricerca di armi ed esplosivo.
E ieri è arrivata la reazione dell’Anm nazionale. «Lo Stato – dice l’associazione dei magistrati – non può lasciare solo chi si sforza di garantire la legalità  in zone del Paese dove opera una delle più cruente forme di criminalità  organizzata». L’Anm chiede al Governo e al Parlamento «interventi seri e coerenti, volti ad affrontare le reali emergenze del settore giustizia, troppo spesso dimenticate a fronte di una irresponsabile campagna di delegittimazione sistematica delle istituzioni giudiziarie».
Secondo il ministro della Giustizia Angelino Alfano «si tratta dell’ennesimo tentativo messo in campo dalla ‘ndrangheta, ferita a morte dai continui successi della magistratura, delle forze dell’ordine e del Governo». Dall’opposizione Di Pietro, Bersani e Casini sostengono la necessità  di mettere a disposizione dei magistrati «mezzi, uomini e strutture per rendere efficace la lotta alla criminalità  che rende i calabresi sempre più sgomenti».


Related Articles

Pensioni invalidità , sul reddito del coniuge associazioni e sindacati fanno fronte comune

Incontro a Roma fra i responsabili di dieci sigle fra sindacati e associazioni rappresentative delle persone con disabilità : verrà  predisposto un testo normativo per chiarisca che il reddito di riferimento per la pensione è solo quello personale

Trasfusione di sangue di gruppo sbagliato scambio di paziente, muore in corsia

Vittima un sessantenne: era ricoverato in chirurgia vascolare a Careggi. Informato il ministero  Malasanità  anche a Firenze, cardiopatico non regge allo shock

Casa, spesa, amici e palestra così la vita degli italiani è diventata a chilometro zero

 Rapporto Censis/Coldiretti: “Effetto crisi, uno su tre abita con igenitori”    

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment