“Le sanzioni all’Iran sono inutili” Berlusconi contro l’Unione europea

BERLINO – L’Italia partecipa alle sanzioni all’Iran, ma sembra non credere affatto alla loro efficacia. Medvedev e Putin sono una fortuna per la Russia, ma anche per l’Occidente. L’Unione europea si mostra più come un azzeccagarbugli che sa creare solo cataloghi di criteri e ostacoli che non come un garante della pace e del benessere. È quanto afferma in sostanza il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella lunga intervista concessa alla Frankfurter Allgemeine, e pubblicata da ieri sera nell’edizione online dell’autorevole quotidiano liberalconservatore di Francoforte (www. faz. net) e stamane su quella cartacea.
Quanto all’Iran, soprattutto, Berlusconi espone una linea di scetticismo sulle sanzioni che forse non verrà  accolta in modo positivo né a Washington, né a Londra, né a Gerusalemme. Dice: «Anche noi ci siamo uniti alle sanzioni e vi partecipiamo, però io temo che le sanzioni non porteranno nessun successo. In molti casi, per esempio a Cuba, abbiamo visto che le sanzioni consolidano il regime presentandolo come un martire. Sarebbe più utile e vantaggioso un approccio più morbido e attento».
Alla domanda dei colleghi tedeschi, chi potrebbe portare avanti questo approccio più morbido, il presidente del Consiglio risponde: «La Cina e la Russia. Proprio la settimana scorsa ho pregato il premier cinese Wen Jiabao di usare della sua influenza in questa direzione. Quanto a Israele possiamo soltanto sperare che la minaccia nucleare non venga percepita come tanto grande, da fargli prendere misure militari contro l’Iran». Quando gli viene chiesto se il regime iraniano si lascerà  integrare nella comunità  internazionale, la replica è: «Quantomeno dobbiamo tentare in questa direzione, è l’unico modo per tirare fuori l’Iran dal suo vicolo cieco». In ogni caso, quando al prossimo vertice Nato a novembre si parlerà  di Iran, «come persona più anziana e con la maggiore esperienza tra i capi di governo mi vedo nel ruolo di mediatore».
Una priorità  deve essere ancorare più saldamente la Russia all’Europa. «È fondamentale per l’Europa e l’Occidente mantenere con la Russia le relazioni più strette possibili. Sono legato da amicizia con la leadership russa, e mi sono molto felicitato che il presidente Obama si sia impegnato per rivitalizzare i rapporti con Mosca». Ma «purtroppo i rapporti Russia-Europa sono ancora manchevoli: Mosca ha importanti contatti bilaterali con alcuni Stati, specie Germania e Italia. Ma manca nella Ue la volontà  comune di elevare le relazioni a un nuovo livello». Niente critiche a Putin: «Medvedev e Putin sono una fortuna per la Russia e per noi. Li conosco entrambi molto bene. Putin come persona è il contrario di come viene descritto nella stampa occidentale. È sensibile, aperto, ha il senso dell’amicizia, rispetto per chiunque, specie per la gente semplice, e una profonda comprensione della democrazia». Giudizi molto meno lusinghieri sulla Ue: finora «ha fatto troppo poco per migliorare la sua immagine agli occhi della gente».


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