Doppio direttore generale per Unicredit

MILANO – Svolta per la governance in Unicredit, che sembra in dirittura d’arrivo a quasi un mese dalla defenestrazione di Alessandro Profumo. Secondo ricostruzioni che trovano conferma a Piazza Cordusio, nelle ultime ore l’ad Federico Ghizzoni avrebbe proposto la carica di direttore generale a due dei tre vice amministratori delegati. Si tratta di Roberto Nicastro (responsabile della divisione retail e pmi) e Sergio Ermotti, capo delle attività  mercati e grandi imprese. Mentre per Paolo Fiorentino, altro vice ad, sarebbe pronto il ruolo di chief operating officer. I tre dirigenti ci penseranno su qualche giorno, ma molto fa ritenere che l’ecumenica proposta sarà  accettata. In tal caso, un cda verso la metà  di settimana prossima, attorno a mercoledì 20, sarà  chiamato a dire la parola decisiva sul nuovo assetto di comando, decisamente all’insegna della valorizzazione dei manager interni.
Sembrava che Nicastro potesse imporsi come dg unico, ma alcune considerazioni legate alla complessità  del gruppo avrebbero indotto Ghizzoni a sdoppiare la carica di dg, che sta per essere reintrodotta. L’ad sarebbe partito dal presupposto che manca una figura interna con competenze così ampie da porsi al vertice esecutivo di un’azienda cresciuta impetuosamente, presente in 22 paesi con 165mila dipendenti e attiva in ogni business finanziario. A buon titolo, quindi, Ghizzoni ha ritenuto di poter affidare le due maggiori e più complementari attività  (banca commerciale e pmi contro investment banking e grandi imprese) ai due manager che finora le hanno guidate. E di mantenere, coadiuvato da Fiorentino – che potrebbe riportargli direttamente – le altre funzioni quali risorse umane, piattaforma It, direzione finanziaria, legale, comunicazione. In questo modo, il vertice esecutivo che risponde alla vigilanza creditizia e al cda resterà  Ghizzoni, mentre i dg sarebbero responsabili dei due principali business.
Ieri Ghizzoni ha passato una giornata intensa di incontri a Roma. È stato ricevuto in mattinata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, al Quirinale. Ha partecipato in Banca d’Italia a un evento con altri invitati, presso la vigilanza. La riunione, legata a precedenti mansioni dell’ad (guidava le banche Unicredit del Centro Est Europa) era in agenda da tempo e riguardava solamente l’attività  di sorveglianza bancaria europea. Di governance Unicredit, Ghizzoni aveva già  parlato diffusamente con Mario Draghi e i responsabili della vigilanza. Banca d’Italia sarà  chiamata a dare il suo placet, ma tra qualche settimana, dopo che avrà  ricevuto ed esaminato la relazione di Unicredit ad hoc. Potrebbero esserci rilievi e correttivi, ma non paiono da attendersi rivoluzioni.
Nel pomeriggio, nella sede romana, Ghizzoni ha ricevuto l’ambasciatore libico, Abdulhafed Gaddur. Proprio l’ascesa libica al 7,5% del capitale ha scatenato le polemiche culminate nel ricambio di vertice, anche se i libici hanno sempre negato ogni responsabilità ; parlando anzi di «pretesti». Ghizzoni ha visto infine l’ad delle Poste, Massimo Sarmi, coinvolto nella cessione del Mediocredito centrale alla Banca del Mezzogiorno.


Related Articles

I cinesi uccisi nel rogo Vivere e morire dentro una fabbrica

Le fiamme distruggono una ditta di confezioni tessili Fuga bloccata dalle sbarre alle finestre: 7 vittime, 4 feriti

Bankitalia: “L’aumento Bpm si deve fare”

La Vigilanza esclude il rinvio, forse importo più basso. Voci di un’accelerazione Unicredit. Il vicepresidente lancia l’ipotesi di un passaggio al sistema duale per favorire nuovi soci 

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment