Bce: industria in ritardo in Italia e Spagna

BERLINO – L’economia di Eurolandia sta meglio, ma l’Italia insieme alla Spagna è in serio ritardo rispetto a paesi come la Germania nel recupero dell’utilizzo delle capacità  produttive dell’industria rispetto al calo subìto all’apice della crisi internazionale. Lo afferma la Banca centrale europea (Bce) nel suo rapporto mensile, pubblicato ieri a Francoforte. Il rapporto della Eurotower sottolinea anche che sul fronte dell’occupazione la situazione è più serena: non aumenta, ma almeno ha smesso di calare. Rallenta invece la crescita negli Stati Uniti, mentre restano reali i timori di tensioni sui mercati finanziari.
Il rapporto mensile della Bce offre molte chiavi di lettura. Quanto all’Italia, sembra dare chiaramente ragione alla Confindustria e alle altre fonti che contestano l’ottimismo del governo di centrodestra, e bocciare le ripetute affermazioni dell’esecutivo secondo cui il nostro paese starebbe meglio della Germania. Tanto più che nelle stesse ore, le nuove statistiche nazionali tedesche annunciavano un’ulteriore accelerata della “locomotiva d’Europa”. Nel loro rapporto d’autunno, i massimi istituti di analisi economica della Repubblica federale rivedevano significativamente al rialzo la prognosi di crescita portandola al 3,5 per cento, mentre il rapporto disavanzo-Pil, proprio grazie alle previsioni positive sulla congiuntura della prima economia europea, dovrebbe scendere sotto la soglia del 3 per cento imposta dal Trattati di Maastricht e dal Patto di stabilità , e la disoccupazione calerebbe sotto i 2,9 milioni.
La critica della Eurotower a Italia e Spagna è chiara. Entrambi i paesi, dice il rapporto mensile, sono indietro rispetto a quanto fatto dalla media dell’Unione europea nel campo del recupero d’utilizzo delle capacità  industriali, e quindi in sostanza anche nella competitività . Il recupero in paesi come Germania o Austria è di ben due terzi rispetto all’utilizzo delle capacità  precedente la crisi internazionale, il dato italiano e spagnolo di circa una terzo appena.
L’economia europea comunque – hanno spiegato il bollettino della Eurotower e, in dichiarazioni a margine, il membro italiano del board Bce, Lorenzo Bini-Smaghi, si sta comunque riprendendo progressivamente, “in linea con le nostre previsioni…c’è qualche incertezza e rischio, ma lo scenario sta cambiando, e non ci sono rischi né d’inflazione né di svalutazione”. Su questo sfondo, la Bce preannuncia l’abrogazione progressiva delle misure monetarie straordinarie (appoggio agli istituti, acquisto di titoli, immissione di liquidità ) adottate nel pieno della crisi. Ed esorta i governi dei paesi membri della Ue a varare per il 2011 manovre di risanamento ambiziose, credibili e di lungo respiro, con un idea di consolidamento pluriennale dei conti pubblici. Invito che riguarda soprattutto i paesi più indebitati come l’Italia.
Un monito preciso è stato rivolto, per bocca di Bini-Smaghi, anche ai sindacati: il modello tedesco funziona meglio, anche loro dovrebbero tenerne conto e adeguarsi. Come è noto la moderazione rivendicativa scelta dai fortissimi sindacati tedeschi in cambio di accordi e garanzie salvalavoro ha contribuito non poco alla ripresa della Bundesrepublik.


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