La Lega copia Sarkozy: nuova legge per vietare il burqua

La pdl pero’, da allora, e’ rimasta nei cassetti di Montecitorio assieme ad altre 8 pdl analoghe e cosi’ ora la Lega, forte questa volta della decisione dei cugini d’oltralpe, riprova la carta del divieto del velo integrale islamico. “Ma non per motivi religiosi- precisa il capogruppo Marco Reguzzoni durante una conferenza alla Camera- ma in nome di un principio laico, e’ cioe’ che non si possono violare i diritti di uguaglianza tra uomo e donna, ne’ permettere che le donne siano sottomesse da chi le costringe a coprirsi il volto convincendole anche di esseri inferiori all’uomo”.

Nella pdl, firmata da tutto il gruppo del Carroccio, la novita’, rispetto alla precedente proposta di legge, e’ che non sara’ punito solo chi indossa il burqa in “luoghi pubblici, aperti al pubblico o esposti al pubblico”, ma anche chi costringe le donne a indossarlo. Il nuovo reato sara’ punito con un anno di carcere e 10 mila euro di ammenda. La pena sara’ aumentata fino alla meta’ se la costrizione e’ commesso a danno di un minore o di una persona con disabilita’. Per le donne sorprese con il velo integrale in pubblico o in luogo pubblico (cioe’ per strada, a scuola, in una bar, sui mezzi di trasporto, o in qualsiasi ufficio) la pena sara’ un ammenda da 150 a 300 euro. Ma il tribunale potra’ anche disporre, in alternativa, che prestino un’attivita’ non retribuita a favore della collettivita’ con finalita’ di integrazione. Reguzzoni, assieme alla vicepresidente dei deputati della Lega, Carolina Lussana, spiega che il momento e’ propizio per riproporre la legge “perche’, ora che la Francia ha introdotto il divieto- dice- non saremo soli contro una eventuale critica da parte dell’Unione europea, ma saremo in due. Quindi dobbiamo cogliere il momento”.

Visto che anche Gianfranco Fini e’ d’accordo con la Francia sul divieto di burqa, ora la Lega “ha la speranza che l’iter di una proposta di legge analoga possa essere rapidissimo alla Camera”. Lo dice il capogruppo a Montecitorio, Marco Reguzzoni, durante una conferenza per presentare una nuova proposta di legge che punisce anche chi costringe le donne a coprirsi con il velo integrale in luogo pubblico. “Siamo disponibili ad approvare un testo unificato in commissione- aggiunge Reguzzoni- speriamo che la nostra proposta sia largamente condivisa in modo da poterla approvare anche in sede legislativa”, senza cioe’ passaggio in aula.

Il testo presentato alla Camera dalla Lega per il divieto di burqa in luogo pubblico “e’ la traduzione in italiano della legge francese”, spiega il capogruppo Reguzzoni. Si tratta di 4 articoli. Nel primo, si precisa che “e’ fatto divieto di indossare nei luoghi pubblici, aperti al pubblico o esposti al pubblico, indumenti o qualunque altro accessorio, ivi inclusi quelli motivati da precetti religiosi o etnico culturali, che celano, travisano ovvero rendono irriconoscibile il viso, impedendo l’identificabilita’ della persona senza giustificato motivo”. In pratica, rispetto a quanto stabilito dalla legge del ’75 che vieta, per motivi di ordine pubblico, di circolare con il viso coperto, la proposta della Lega introduce il divieto esplicito di indossare il velo integrale (nella legge vigente si parla “di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona”).

All’articolo 2, si stabilisce una deroga al divieto nelle “ipotesi previste o autorizzate da disposizioni legislative o regolamenti, da condizioni di salute esplicitamente certificate o motivi professionali, da ragioni motivate da manifestazioni di carattere sportive, feste, manifestazioni artistiche o tradizionali, autorizzate dalle autorita’ di pubblica sicurezza”. All’articolo 3 c’e’ la previsione dell’ammenda da 150 a 300 euro per chi contravviene al divieto (salvo che il tribunale non decida di tramutarla nell’obbligo si svolgere gratuitamente attivita’ sociali o per finalita’ culturali finalizzate al raggiungimento di obiettivi di integrazione”. All’articolo 4 le sanzioni per chi costringe le donne a indossare il burqa: “E’ punito con una pena pari a un anno di reclusione e 30 mila euro di ammenda, chiunque costringa uno o piu’ individui all’occultamento del viso, con minacce, molestie o in modo tale da cagionare un perdurante e grave stato d’ansia o di paura, o da ingenerare fondato motivo per l’incolumita’ propria o di un prossimo congiunto o mediante tecniche di condizionamento della personalita’ o di suggestione praticate con mezzi materiali o psicologici”. La pena viene raddoppiata se il fatto e’ commesso a danno di un minore o di un disabile.

Reguzzoni, durante la conferenza alla Camera per presentare il divieto di indossare il burqa in luogo pubblico, sottolinea che il testo “punta a far rispettare quel principio di uguaglianza tra uomo e donna che esiste nella nella nostra Costituzione e nei principi fondativi dell’Unione europea”. Non e’ una battaglia contro l’Islam, aggiunge, “perche’ ognuno puo’ professare la religione che vuole, la nostra e’ una battaglia in nome di principi laici come e’ stato in Francia. Parlo da padre, non possiamo permettere che a una bambina o una ragazza venga detto che lei e’ inferiore rispetto al fratello maschio o che la donna e’ uno strumento del demonio”.  La vice presidente dei deputati della Lega, Carolina Lussana, aggiunge: “Rispetto all’altra proposta di legge che avevamo depositato” un anno fa, “introduciamo il principio che il divieto non e’ solo per motivi di ordine pubblico, ma perche’ riteniamo che sia offensivo della donna perche’ viola il principio di parita’ con l’uomo”. Lussana chiede quindi, per questo provvedimento, lo stesso tipo di compattezza che ci fu per la legge contro l’infibulazione. Infine una stoccata al segretario del Pd: “Non abbiamo visto con favore la dichiarazione di Pierluigi Bersani secondo la quale la proposta di legge anti-burqa non e’ certo una priorita”. (DIRE)

 

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