Un sit-in con le candele. Hamas fa caricare, percosse e fermi

GERUSALEMME. È terminata con percosse e 13 fermi la manifestazione di protesta contro le continue interruzioni nell’erogazione dell’energia elettrica organizzata martedì sera a Gaza city dal Fronte popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp, sinistra marxista). La polizia del governo di Hamas ha disperso con la forza alcune centinaia di dimostranti che si erano radunati pacificamente nella Piazza del Milite Ignoto, davanti al Parlamento di Gaza, con delle candele in mano.
La carica è scattata quando un dirigente del Fronte popolare, rivolgendosi ai manifestanti, ha attribuito allo scontro in atto tra il partito Fatah a Ramallah e Hamas a Gaza la responsabilità  della mancanza di energia elettrica. «Siamo stati attaccati brutalmente ma il sit-in voleva solo mettere in luce una situazione insostenibile per la nostra popolazione. Siamo costretti a subire i tagli all’elettricità  anche per 16 ore al giorno a causa dei dissensi interni tra Ramallah e Gaza e nessuno può dire niente», ha spiegato Jamil Mezher, portavoce del Fplp.
Il 5 agosto, ha aggiunto Mehzer, il Fplp aveva richiesto alla polizia di Gaza city l’autorizzazione per il sit-it, in accordo con la legge sull’ordine pubblico del 1998 mai abrogata da Hamas. Il Fplp ha ricevuto una risposta negativa solo qualche ora prima del raduno e, per questa ragione, ha deciso di portare ugualmente avanti l’iniziativa, sicuro che la polizia non sarebbe intervenuta contro una protesta legittima. Così non è stato. Almeno 13 persone sono state fermate e portate al comando di polizia. Ieri sera erano state tutte liberate tranne due.
Il Centro di Gaza per i Diritti Umani ha esortato il governo di Hamas a garantire ai cittadini il diritto di manifestare in pubblico. La polizia ha dichiarato che la sua è stata un’azione «obbligata», di fronte a raduno vietato. Qualche mese fa decine di militanti del Fplp furono arrestati durante le proteste contro l’aumento dei prezzi e delle tasse a Gaza deciso dal governo di Ismail Haniyeh.
Nel pieno del caldo estivo, Gaza si ritrova a dover affrontare lunghi e quotidiani blackouts energetici. I pochi ricchi accendono i generatori di elettricità  autonomi, ma il resto della popolazione, in gran parte povera, non può fache sopportare, così come da tre anni sopporta le privazioni causate dal blocco israeliano.
Il problema deriva dallo spegnimento delle turbine dell’unica centrale elettrica di Gaza per mancanza del gasolio industriale. Da alcuni mesi il governo dell’Anp a Ramallah ritarda il pagamento del gasolio ai fornitori israeliani e questi ultimi bloccano i rifornimenti alla centrale di Gaza. L’atteggiamento dell’Anp avrebbe lo scopo, denuncia Hamas, di mettere sotto pressione la popolazione di Gaza, già  molto provata, e danneggiare l’immagine del governo Haniyeh. L’Anp smentisce e accusa Hamas di non versare nelle casse del ministero delle finanze a Ramallah quanto raccoglie a Gaza dal pagamento delle bollette dell’elettricità .


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