“Ha un nome e un volto il killer della Estemirova”

EKATERINENBURG – A un anno dall’omicidio di Natalia Estemirova, giornalista e militante per i diritti umani, il presidente russo Dmitri Medvedev ha dichiarato che l’assassino è stato identificato ma non ne ha rivelato il nome, precisando che le indagini procedono per individuare i mandanti. Dichiarazione quasi obbligata e che non ha convinto, la sua, pronunciata ieri dal palco di un convegno di imprenditori russi e tedeschi subito dopo l’intervento della cancelliera Angela Merkel che chiedeva giustizia ricordando l’anniversario dell’assassinio della donna, rapita da casa sua a Grozny, in Cecenia, e ritrovata con un colpo di pistola in testa e uno al torace in una foresta della vicina Inguscezia. Fuori del palazzo manifestavano i compagni di lavoro di Estemirova, che faceva parte della ong Memorial.
Subito dopo le parole di Medvedev, arrivava la nota del capo della diplomazia dell’Unione europea, Catherine Ashton, che chiede di concludere rapidamente l’inchiesta e «mettere fine al clima di impunità  e di paura nel Nord Caucaso, Cecenia in particolare». I parenti di Estemirova esprimono tutti i loro dubbi sulla serietà  delle indagini, mentre l’ong Memorial dichiara che i russi hanno incolpato un ribelle ceceno già  morto, Alkhazur Bakaiev, e stanno tralasciando ogni altra pista.


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