Duisburg, un’italiana tra le vittime “Mai più un’altra Love Parade”

LA Love Parade è finita per sempre, seppellita dalla conta dei morti di Duisburg: 19 ragazzi schiacciati sotto il tunnel della Karl Lehr Strasse. L’annuncio è dell’organizzatore del più grande rave party del mondo, Rainer Schaller: «È sempre stato un evento pacifico e una festa, non si farà  più». La Parata dell’amore era nata quattro mesi prima dell’abbattimento del Muro di Berlino, nel 1989: a Duisburg, in questo 2010 capitale europea della cultura, era considerata l’evento clou dell’anno.
Tra i diciannove morti c’è una ragazza bresciana, Giulia Minola, 21 anni. Studiava moda e design a Milano. Con lei è rimasta lievemente ferita l’amica torinese, Irina Di Vincenzo. Undici vittime sono tedesche, poi ci sono un uomo e una donna spagnoli e giovani olandesi, bosniaci, australiani, cinesi, a dimostrazione della potenza globale dell’evento musicale. Il numero dei feriti, giunto a quota 516 (quattro sono italiani, già  dimessi), dà  il segno dell’imponenza del lutto. Il Papa ha espresso il suo «profondo dolore» subito dopo l’Angelus domenicale, a Castelgandolfo. Il premier tedesco Angela Merkel si è detta «sconvolta» e ha chiesto un’indagine approfondita: «Molti giovani, felici di andare a quell’evento, oggi hanno solo ricordi di orrore».
Il giorno dopo si conferma la doppia ipotesi: troppo piccolo lo scalo merci abbandonato di Duisburg, città  di mezzo milione di abitanti, e probabile l’errore della polizia nell’aver tentato di bloccare con una recinzione, un paio d’ore dopo l’avvio della “Parade”, l’arrivo di nuove persone nell’area. Sotto il tunnel ferroviario, largo solo venti metri e lungo duecento, unico varco di entrata e uscita dell’intera festa, alle 17 di sabato la compressione dei corpi è diventata insopportabile: malori, tentativi di fuga, corpi schiacciati. Alcuni sono fuggiti su un’impalcatura che reggeva altoparlanti: sono crollati, hanno schiacciato altri ragazzi, hanno innestato un panico micidiale. Sotto attacco, ora, ci sono gli organizzatori: hanno scelto di transennare l’intera area ferroviaria. Il dj Matthias Roeingh, “Dr Motte”, fondatore della Love Parade, da anni critico, va giù duro: «Hanno commesso un errore tremendo, lasciare un unico accesso al recinto attraverso un tunnel è uno scandalo».
Sembra ormai accertato che su quei 120 mila metri quadrati post-industriali non potevano ballare un milione e 400 mila persone, vigilate, tra l’altro, da 1200 agenti soltanto. Oggi la polizia tende a ridimensionare le cifre: «L’area poteva accogliere oltre 300 mila persone, ma non è mai stata piena», assicura il capo dell’unità  di crisi. E dettaglia come le persone arrivate a Duisburg in treno, alle 14 di sabato risultavano 105 mila. Il sindacato interno, però, denuncia: «Avevamo anticipato da giorni le carenze del piano di sicurezza». S’indaga per omicidio colposo.


Related Articles

Il 14 febbraio si avvicina: il re, i sauditi e Obama inquieti

Una «primavera araba» che non ha fatto notizia Quel giorno di un anno fa Piazza della Perla a Manama sfidò il potere assoluto del monarca

Il tour in Asia del premier per «vendere» le riforme

Dopo il Kazakistan, oggi in Corea. E incontrerà  anche Obama

Con la Cia, gli agenti di Sua Maestà

Gran Bretagna. Report torture. «Subito un’inchiesta indipendente», chiede parte dell’opposizione britannica

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment