«Diritti, servizi e lavoro», il Pride ai tempi della crisi

NAPOLI. La destra napoletana proprio non ce l’ha fatta a darsi un contegno alla Sarkozy, accogliendo il Pride in città  come momento di emancipazione per cittadini uguali agli altri e con gli stessi diritti. Il Pdl locale non è riuscito nemmeno a restare in silenzio come pure sta facendo in queste ore il ministro Carfagna, che dopo i ringraziamenti espressi, lo scorso maggio, alla parlamentare Pd Paola Concia per averle fatto vedere il vero volto del mondo gay, ha deciso di non dare nessun cenno di adesione alla festa dell’orgoglio omosex. Così ad alzare la voce ci pensa Pietro Diodato, il consigliere regionale su cui pesano due rinvii a giudizio per rimborsi pubblici, una condanna per l’assalto alle sedi elettorali del 2001 e due inchieste della Dda per una presunta collusione con la camorra durante gli scontri per l’apertura della discarica. «L’esibizione gay offende Napoli ed i napoletani e rende colpevoli gli amministratori consenzienti», ha detto per poi sproloquiare sulla lobby che punta al «superamento del concetto di famiglia, attraverso la graduale e progressiva irrilevanza del matrimonio».
Ieri alla conferenza stampa della manifestazione, che ritorna a Napoli dopo 14 anni, il sindaco Rosa Russo Iervolino ha smesso i panni della nonna consenziente sempre pronta a liberarsi dei pregiudizi ma anche a perdonare chi non lo fa, e si è arrabbiata sul serio. «Se qualche cagnolino abbaia – ha detto – lasciamolo fare. Non sono portatori di idee, ma microcefali. È una giornata di gioia e godiamocela. Ne abbiamo così poche in questa città ». Forte l’applauso dei rappresentanti di quel mondo trans, lesbo e gay che oggi sbarcherà  a testa alta nel capoluogo partenopeo. Il corteo partirà  da piazza Cavour alle 14 e dopo un lungo tour per le vie del centro cittadino arriverà  intorno alle 18 a piazza Plebiscito. Qui mega palco e inizio dello spettacolo con ospiti come Viola Valentino, Nino D’Angelo, Raiz, Luisa Corna, Jovine. Madrina dell’iniziativa è la famosa cantante napoletana degli anni ’60-’70 Angela Luce, mentre tra gli artisti si esibirà  anche Tony Colombo, il primo cantante neomelodico a schierarsi per i diritti omosex. La festa finirà  con il concerto di Boy George all’Arenile di Bagnoli. Lo slogan quest’anno è “Finalmente alla luce del sole”, mentre il manifesto ufficiale rappresenta due ragazzi che si abbracciano dietro alla scritta «l’omofobia è un reato contro l’umanità ». Un messaggio rivolto a tutti per ricordare che si è ben lontani dall’emancipazione perché, come ha spiegato il presidente dell’Arcigay nazionale Paolo Patané, «questa giornata ha un significato simbolico e politico in un paese dove è difficile sottrarre le menti alla narcotizzazione delle coscienze». Tanti anche i volti e le esperienze confluite in questo appuntamento, come quello di Loredana Rossi, presidente dell’associazione transgender, che si commuove quando ricorda che i trans «sono persone» e hanno bisogno di lavorare, di servizi sociali, di cure, ma che troppo spesso vengono discriminati e abbandonati. Giuseppina La Delfa, madre con la sua compagna di una bimba di 7 anni, rappresenta invece le Famiglie arcobaleno, «che in Italia sono 100mila e completamente ignorati dalle leggi del paese». Il loro carro verrà  tradotto in musica dalla Contrabbanda del clarinettista Luciano Russo. Un pensiero va anche agli operai di Pomigliano: «Da quella fabbrica nasce un urlo che è anche il nostro, per lavoro, sviluppo, emancipazione, dignità », ha detto Carlo Cremona di I Ken.


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