Botta e risposta Spataro-Letta “Rispetti i processi”. “Fa politica”

ROMA – «Armando Spataro ha parlato come il capo di un partito politico e questo rende più difficile la lotta a Berlusconi. Un magistrato deve applicare le leggi ma sta ai partiti farle. Lui si dimetta dalla magistratura e entri in politica. Perché le sue parole in tv danno ossigeno agli argomenti para-eversivi del premier sugli equilibri dei poteri dello Stato». Enrico Letta contrattacca. È stato criticato duramente dal procuratore aggiunto di Milano per un’affermazione che fece alcuni mesi fa sul Cavaliere che potrebbe difendersi «dai processi». Ci si difende sempre «nei processi», lo boccia Spataro che, su Rai3 a “In 1/2 ora”, è andato all’offensiva del Pd, delle proposte democratiche sulla giustizia e dell’atteggiamento tenuto sulla legge-bavaglio. È scettico il magistrato, titolare dell’inchiesta su Abu Omar, persino sul patto tra D’Alema e Gianni Letta, ovvero lo stralcio della proposta che avrebbe imbavagliato ogni intercettazione di 007. «Vedremo dove va a finire, perché per ora non è molto chiaro», mette le mani avanti.

Il “metodo del patto della crostata” aleggia di nuovo nelle file democratiche, questa volta sulla riforma della giustizia? Nel Pd si è riaperto un solco: da un lato, il fronte “migliorista”, dall’altro quello di chi – da Carofiglio a Vita, da Maritati e Sircana – mette in guardia dalle trappole della destra e chiede opposizione dura e ferma. Enrico Letta spiega un paio di cose utili alla vigilia del dibattito decisivo sulle intercettazioni, domani, in commissione Giustizia e in vista del ritorno del disegno di legge nell’aula del Senato. «L’appello del presidente Napolitano spinge a trovare intese parlamentari e non a dire “non si fa niente” – precisa il vice segretario – Questa è la linea del Pd. Ci sono state molte marce indietro del centrodestra ma molte altre ce ne devono essere».

Insomma, se qualcuno nelle file democratiche pensa al boicottaggio puro e semplice della legge-bavaglio, sullo stile dipietrista, non ha capito. «Saremo fermi, senza sbavature, però cercando un confronto per modificare il testo», sempre Letta. Ma l’ala sinistra del Pd è certa che siano proprio i “miglioristi” a non comprendere il rischio. Vincenzo Vita ad esempio, ha chiamato Felice Casson: «Ho voluto accertarmi che non ci fossero sbandamenti. Non ci facciamo gabbare, per carità . Un po’ temo quel substrato culturale migliorista». A infuriarsi per tante parole «a vanvera» è Andrea Orlando, il responsabile giustizia del Pd. A Spataro, che aveva contestato le aperture di Orlando alle destra, replica secco: «Non ha letto evidentemente la mia proposta, né io ho mai proposto scambi sul processo breve». Soprattutto a Orlando sta a cuore un concetto: «Accanto alla battaglia contro la legge bavaglio, ci vuole iniziativa politica. Una ricostruzione tra coloro che si sporcano le mani cercando di limitare i danni di questo centrodestra e coloro che si limitano a un no sonoro, questo tipo di ricostruzione indebolisce lo sforzo che stiamo facendo. Il pericolo concreto che la legge sulle intercettazioni passi, visti i numeri della maggioranza c’è; se si sono aperti degli spazi percorriamoli». Anche il veltroniano Giorgio Tonini, lontano dal metodo del “patto della crostata” osserva: «Ogni volta che la legge-bavaglio cambia è vittoria nostra, no al “tanto peggio, tanto meglio”».


Related Articles

Assistenza ai disabili, sì bipartisan della Camera alla legge pro-familiari

Roma – L’aula della Camera, dopo una giornata di ‘stop and go’ dovuti alla mancanza di copertura finanziaria, ha approvato la proposta di legge bipartisan che contiene norme in favore dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili. L’approvazione e’ avvenuta praticamente all’unanimita’ (465 i si’) con una sola astensione. Il testo passa ora al Senato.

“Corruzione e appalti senza gare” duello Authority-Protezione civile

L’allarme: gli imprenditori onesti espulsi dal mercato

Nel mirino anche il continuo ricorso agli arbitrati: “Fanno lievitare i costi”. Il Dipartimento di Bertolaso: noi capro espiatorio

Lettera a Sacconi: “Non si deleghi la questione della povertà  al volontariato”

Dopo la presentazione del rapporto annuale, l’associazione “La casa del consumatore” scrive al ministro del Welfare. Il vice presidente Cerniglia: “Non trasformiamo in dono ciò che ognuno dovrebbe avere per diritto”

No comments

Write a comment
No Comments Yet! You can be first to comment this post!

Write a Comment