Scuola a ottobre, bufera sul Pdl Gelmini: “Un aiuto al turismo”

ROMA – La Lega liquida tutto come una polemica inutile. I presidi si preoccupano. I sindacati si dividono. I genitori non ne vogliono sentir parlare. Favorevole invece il sindacato italiano balneari. La proposta di posticipare l’apertura dell’anno scolastico al 30 settembre, fatta da un senatore del Pdl, scatena preoccupazioni reali e polemiche rituali ma strappa anche qualche consenso. A cominciare dal ministro Gelmini che, intervistata da Sky Tg24, ha detto: «Io sono molto aperta su questo. Se ne può discutere. Il nostro Paese vive di turismo e a settembre si possono avere migliori opportunità  economiche per le vacanze». Dopo i grembiulini e il voto in condotta, potrebbe arrivare un’altra iniziativa che sembra guardare al passato. Ma forse, sotto sotto, quella dei portoni della scuola che riaprono ad ottobre non è solo un’idea nostalgica. Né un aiuto al turismo.
«Bisogna ricordare perché era stato spostato a settembre l’inizio dell’anno scolastico: per aumentare il tempo scuola. Se adesso si vuole ridurre bisogna dirlo apertamente», dice Giorgio Rembado dell’Associazione nazionale presidi. «Noi già  abbiamo difficoltà  a garantire 200 giorni con questo calendario, iniziando più tardi sarebbe ancora più difficile, il legislatore deve dire chiaramente che ci vogliono meno giorni». Una preoccupazione che esprime anche la Cgil scuola: «Se la norma fosse approvata – dice il segretario generale della Flc – Cgil, Mimmo Pantaleo – si accorcerebbe ulteriormente il tempo dell’apprendimento dei giovani e si andrebbe ad aggiungere alla pesante riduzione del tempo scuola, prevista dai regolamenti gelminiani». Ma i sindacati non la pensano tutti allo stesso modo. La Uil è possibilista. «L’attuale sistema è troppo rigido. Invece in questo modo si potrebbero usare 20 giorni di settembre per attività  di integrazione», dice Massimo Di Menna, segretario della Uil Scuola.
Se i sindacati si dividono, il fronte dei genitori è compatto. «La nostra impressione per ora è che sia un’iniziativa circoscritta», dicono preoccupati al Moige. «Già  adesso il periodo di sospensione è uno dei più lunghi a livello europeo, saremmo ancora più penalizzati». La paura di avere una scuola ridotta al minimo la esprime anche il Pd. Secondo il capogruppo in commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni, si rischia di ridurre l’offerta formativa: «Le aperture del ministro dimostrano che per questo governo la scuola non è una priorità , è seconda anche al turismo». Tra interessi delle famiglie e quelli del turismo c’è però anche la delicata questione dell’apprendimento. «Sarebbe un errore. Il tempo dell’apprendimento è il tempo dell’interiorizzazione, per imparare ci vogliono tempi lunghi, in tempi compressi scatta l’effetto oblio», spiega Benedetto Vertecchi, pedagogista.
Per la Lega tante polemiche però non hanno senso. «La questione è di competenza locale. Che senso ha discutere di una cosa che non spetta a Roma decidere?», si chiede pragmatico Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Istruzione del Senato. Per il senatore la proposta è «fuori dalla realtà ». Comunque, in attesa di capire che direzione prenderà  il ddl, rimane la speranza di albergatori, tour operator, balneari.


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