La Cia girò un video gay per far cadere Saddam

Londra – Missili teleguidati, bombe più o meno intelligenti, invincibili commandos e centinaia di migliaia di uomini e mezzi: gli Stati Uniti non risparmiarono le forze, quando nel 2003 decisero di abbattere Saddam Hussein. Ma prima che George W. Bush desse l’ordine di invadere l’Iraq, la Central Intelligence Agency si domandò se si poteva fare qualcosa per screditare il leader iracheno agli occhi del suo stesso popolo e facilitare così l’attacco. In gergo si chiama psychological warfare: guerra psicologica. E i cervelloni della Cia, dopo elaborate discussioni, ebbero la seguente idea: diffondere a Bagdad un filmato in cui veniva rivelato che Saddam era gay. Il video avrebbe dovuto mostrare il dittatore iracheno mentre faceva sesso con un ragazzo. «Doveva sembrare ripreso da una telecamera nascosta, come se si trattasse di una registrazione clandestina, fatta ovviamente a insaputa del presidente», afferma uno di quelli a conoscenza dell’operazione.

Rivelata da un blogger del Washington Post, rimbalzata fino alla prima pagina di ieri del quotidiano Guardian di Londra, la storiella sembra uno scherzo, ma a quanto pare non lo è affatto. Il video fu effettivamente girato, con un sosia di Saddam e alcuni degli agenti Cia dalla pelle più scura, affinchè fossero verosimili come arabi. Poi però la dirigenza della Cia bocciò il progetto. Non si sa per quale motivo. Secondo le fonti che hanno raccontato ai giornali l’operazione, il servizio di spionaggio americano ne concepì anche altre, tra cui l’ipotesi di interrompere le trasmissioni della televisione irachena con una finta edizione straordinaria del telegiornale contenente l’annuncio che Saddam aveva dato le dimissioni e che tutto il potere era stato preso dal suo temuto e odiato figlio Uday. Alla Cia qualcuno pensava che sarebbe bastata questa notizia a creare una sollevazione popolare. Ma anche questo complotto venne bocciato.

Per quanto possa apparire demenziale, l’idea di attaccare Saddam facendolo passare per omosessuale non è un caso isolato di operazioni stravaganti. La Cia ha vasta esperienza in materia. Un libro uscito qualche anno or sono elencava «638 modi per assassinare Fidel Castro», tutti a quanto sembra presi in considerazione dagli 007 americani, compreso un sigaro che gli sarebbe dovuto scoppiare in faccia e dei molluschi velenosi che Fidel avrebbe dovuto cogliere durante una delle sue immersioni subacque.


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