Istat: la crisi pesa di più sui lavoratori stranieri

ROMA – La crisi economica pesa sul lavoro degli italiani (cala il tasso di occupazione, aumenta la disoccupazione) ma ha un peso maggiore sugli stranieri, che vengono colpiti in misura almeno doppia dalle difficoltà  sul mercato del lavoro, mentre si accentua la profonda distinzione lavorativa fra italiani e stranieri, con questi ultimi collocati maggiormente nei settori produttivi meno qualificati e a bassa specializzazione. Così il rapporto Istat 2010 fotografa la situazione lavorativa italiana.

Il tasso di occupazione degli italiani (56,9 per cento), si è ridotto nel 2009 di oltre un punto percentuale rispetto al 2008, ma più marcata è la flessione degli stranieri che supera i due punti percentuali (dal 67,1 al 64,5 per cento). Per altro verso, il tasso di disoccupazione cresce per entrambi i gruppi: nel quarto trimestre 2009 quello degli italiani è dell’8,2 per cento, mentre per gli stranieri raggiunge il 12,6 per cento. Il primo, tuttavia, aumenta su base annua di poco più di un punto percentuale a fronte dei quasi quattro punti percentuali del tasso di disoccupazione degli stranieri.

Il rapporto Istat segnala l’accentuazione del carattere duale del mercato del lavoro nel nostro paese: nel 2009, la diminuzione del numero degli occupati italiani (-527 mila unità ) e il concomitante aumento degli stranieri (147 mila unità ) si concentrano in differenti aree territoriali e riguardano figure lavorative distinte. Il calo degli occupati italiani interessa per il 40 per cento le regioni meridionali, mentre la crescita degli stranieri ha luogo nell’86 per cento dei casi nelle regioni centro-settentrionali. Il calo dell’occupazione italiana, inoltre, riguarda soprattutto le professioni qualificate e tecniche, mentre la crescita di quella straniera interessa in otto casi su dieci le professioni non qualificate.

La nuova occupazione straniera si colloca in quei settori produttivi dove era già  maggiormente presente, accentuando così il carattere duale del mercato del lavoro, con gli immigrati concentrati in lavori meno qualificati e a bassa specializzazione. In questo contesto si registra anche il fenomeno del sottoinquadramento, che interessa 3,8 milioni di occupati italiani (18,0 per cento del totale) e 791 mila occupati stranieri (41,7 per cento). (ska)

 

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